Ebbene si, dopo una lunga pausa questo blog tornerà attivo. Mi servirà qualche giorno per sistemare i contenuti ormai vecchi e dare una pulita alla grafica. Cercherò anche di migrare alcuni post scritti su altri blog, per riunire tutto qui. Poi, quando tutto sarà pronto, si ricomincia e spero davvero di riuscire a fare qualcosa di duraturo questa volta.
See you soon.
Monkey
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sabato 21 dicembre 2013
lunedì 12 settembre 2011
Pillole di Internet
Servono molti libri per sapere cosa sia Internet, sia da un punto di vista tecnico che sociale. Ma quella che vorrei lasciare qui, è solo una risposta a tanti commenti che leggo in giro o a voci che sento, sempre diffuse, dettate la maggior parte di volte da preconcetti o da una semplice non conoscenza.
Internet è pericoloso? Lo è nella misura in cui è pericoloso camminare per strada. Se mentre camminiamo per andare a lavoro o all'università, diamo confidenza a chiunque o attacchiamo discorso con persone che vediamo e che non conosciamo, possiamo conoscere brava gente ma anche persone poco raccomandabili. Nessuno di noi si sognerebbe di dare il proprio indirizzo di casa ad uno sconosciuto che lo chiede la prima volta, dunque perché su Internet, email, contati Skype, MSN o di qualsiasi altro tipo, vengono dati con tanta facilità? Probabilmente si pensa che non è pericoloso dare quelle informazioni. Potrei fare mille casi in cui rapportare episodi che accadono su Internet a quelli della vita reale, ma il concetto è sempre lo stesso. Lo stesso buon senso che si usa nella vita di tutti giorni, va usato quando si naviga online. Piuttosto che demonizzare un semplice strumento, sarebbe più utile ricordare sempre le cose da fare e quelle da non fare. La politica della paura, non è mai stata utile.
Lo stesso discorso andrebbe fatto per gli acquisiti OnLine. Comprare su Internet è comodo, sicuro, conveniente e spesso permette di acquistare prodotti anche rari o da collezione. Le truffe esistono, come esistono per strada. Ancora una volta il discorso non deve essere: "Compro al negozio che di Internet non mi fido". Ma dovrebbe essere: "Ho letto e mi sono informato su questo sito, conosco tutte le condizioni che propone e termini di rimborsi, e non mi piace. Quindi non ci comprerò nulla". Escludere a priori di comprare su Internet, limita tante possibilità.
Mi fermo qui, sicuramente ho solo accennato discorsi che andrebbero fatti con più calma e confrontandosi con tante realtà ed esperienze, e questa alla fine, è solo la mia opinione che vale quanto quella di chiunque altro. Ma come si dice, meglio di niente!
Internet è pericoloso? Lo è nella misura in cui è pericoloso camminare per strada. Se mentre camminiamo per andare a lavoro o all'università, diamo confidenza a chiunque o attacchiamo discorso con persone che vediamo e che non conosciamo, possiamo conoscere brava gente ma anche persone poco raccomandabili. Nessuno di noi si sognerebbe di dare il proprio indirizzo di casa ad uno sconosciuto che lo chiede la prima volta, dunque perché su Internet, email, contati Skype, MSN o di qualsiasi altro tipo, vengono dati con tanta facilità? Probabilmente si pensa che non è pericoloso dare quelle informazioni. Potrei fare mille casi in cui rapportare episodi che accadono su Internet a quelli della vita reale, ma il concetto è sempre lo stesso. Lo stesso buon senso che si usa nella vita di tutti giorni, va usato quando si naviga online. Piuttosto che demonizzare un semplice strumento, sarebbe più utile ricordare sempre le cose da fare e quelle da non fare. La politica della paura, non è mai stata utile.
Lo stesso discorso andrebbe fatto per gli acquisiti OnLine. Comprare su Internet è comodo, sicuro, conveniente e spesso permette di acquistare prodotti anche rari o da collezione. Le truffe esistono, come esistono per strada. Ancora una volta il discorso non deve essere: "Compro al negozio che di Internet non mi fido". Ma dovrebbe essere: "Ho letto e mi sono informato su questo sito, conosco tutte le condizioni che propone e termini di rimborsi, e non mi piace. Quindi non ci comprerò nulla". Escludere a priori di comprare su Internet, limita tante possibilità.
Mi fermo qui, sicuramente ho solo accennato discorsi che andrebbero fatti con più calma e confrontandosi con tante realtà ed esperienze, e questa alla fine, è solo la mia opinione che vale quanto quella di chiunque altro. Ma come si dice, meglio di niente!
domenica 4 settembre 2011
Da dove si comincia?
Che sia un libro da scrivere, un programma da creare, un video da girare o qualsiasi altra idea, il primo pensiero è quasi sempre lo stesso: "Ok bella pensata, ma ora che faccio!?"
Credo che ognuno di noi abbia un modo diverso per cominciare qualcosa, alcuni lo conoscono e lo applicano sempre, sicuri che quel metodo non li tradirà, mentre altri, invece, ancora lo cercano, vagando tra chi ha più esperienza di loro, nella speranza di avere quell'illuminazione tanto attesa.
Ricordo un passaggio dell'intervista video a Cecilia Randall per il sito Mare di Libri (Interviste Video), che mi rimane ancora in testa:
Credo che ognuno di noi abbia un modo diverso per cominciare qualcosa, alcuni lo conoscono e lo applicano sempre, sicuri che quel metodo non li tradirà, mentre altri, invece, ancora lo cercano, vagando tra chi ha più esperienza di loro, nella speranza di avere quell'illuminazione tanto attesa.
Ricordo un passaggio dell'intervista video a Cecilia Randall per il sito Mare di Libri (Interviste Video), che mi rimane ancora in testa:
"Di solito mi viene in mente l'idea per una storia, però, devo capire se l'entusiasmo per questa idea può andare avanti e sorreggere una trama intera oppure no. Allora cosa faccio? Comincio a scrivere la scena che mi è venuta in mente, quindi non comincio mai dall'inizio di un libro. Scrivo questa scena, vado avanti anche per un centinaio di pagine e, a quel punto, se l'entusiasmo è rimasto, ho già pensato a tutti la storia intera. Solo in quel momento lì decido che questa storia diventerà un libro, ricominciando dall'inizio e andando fino in fondo. Però, a quel punto, ormai, la storia l'ho già scritta tutta nella testa. Ho già il riassunto completo."
Mi ritrovo in quelle parole. Che siano storie per le avventure che gioco con gli amici o progetti per l'università, mi piace cominciare dall'evento che mi entusiasma, e se, dopo averci lavorato un pò di tempo, questo continua a darmi lo stesso interesse che avevo all'inizio, allora è fatta. Il resto verrà da sè.
Ma tutto questo cosa c'entra con il primo post di un blog? Forse non molto, ma almeno ora so cosa fare. Proverò a portare avanti gli aspetti e le idee che mi hanno fatto venire la voglia di aprire L'Albero della Scimmia. E se il divertimento rimane, aggiusterò tutto quello che avrei dovuto fare all'inizio. Mentre per la fine, bhe...c'è sempre tempo.
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